La leadership nell’era digitale

Leadship nell'era digitale

Di recente Eliana Pellegrini ed io abbiamo condotto un intervento di sviluppo sui manager di una media azienda metalmeccanica; l’obiettivo era migliorare la capacità di leadership di 4 dirigenti, persone con esperienza, di età fra i 45 e i 50 anni (quella che è definita la generazione X).

E’ stato interessante parlare con quelle donne e quegli uomini, che hanno portato in aula la loro consolidata esperienza di gestione delle persone, storie di successo (e naturalmente anche alcuni fallimenti). [highlight]Ci hanno raccontato le loro perplessità rispetto al ruolo del leader, a come poter continuare ad essere degli influenzatori efficaci in un contesto sociale ed organizzativo profondamente modificato.[/highlight] Dagli interventi sui ruoli reciproci condotti da Eliana e dalle successive sessioni di coaching guidate da me, sono emersi due temi principali:

 i team che gestiscono non sono fisicamente vicino a loro;

– spesso i membri dei loro team appartengono a generazioni diverse dalle loro (tipicamente millenials).

I nostri clienti hanno compreso che i paradigmi (comunicazione one way, presenza fisica, telefono, email, controllo, protezione, procedure, regole…) che hanno sempre usato nell’agire il loro ruolo di leader non sono più così funzionali e, tuttavia, non hanno ancora trovato una nuova strada, oppure la intravedono ma non riescono a percorrerla.

Viviamo nell’era digitale, in cui la comunicazione è diventata velocissima, fluida e democratica: tutti, potenzialmente, possono comunicare con tutti, immediatamente, seguendo poche regole (basta fare mente locale sui social come facebook, twitter, whatsapp…). Clienti, dipendenti, collaboratori, si sono ormai abituati ad una comunicazione condivisa, diffusa, libera, a 2 direzioni… e, in qualche modo (soprattutto le nuove generazioni), si aspettano di trovare questo tipo di relazione anche in azienda, con i loro responsabili e i loro colleghi.

In che modo i leader di oggi, allora, posso continuare ad essere efficaci, come possono, cioè, continuare a rendere performante i loro team?

Secondo J. Kouzes e B. Posner “la leadership è una relazione tra colui che aspira ad essere leader e coloro che scelgono di seguirlo”, in altre parole “the follower makes the king”.

Per essere un leader devono esserci delle persone che mi seguono, e per farmi seguire bisogna che queste persone condividano le mie idee e agiscano in quella direzione. Perché qualcuno condivida il mio pensiero, è necessario che sia per lui o per lei comprensibile, e per far ciò…io, leader, devo parlare il suo linguaggio e utilizzare la sua grammatica e le sue regole.

I millenials

La generazione dei millenials è fortemente orientata all’apertura, alla diversità, al superamento dei confini e quindi anche poco comoda con concetti come il controllo, l’essere presenti sempre in uno stesso posto fisico, utilizzare strumenti di comunicazioni che non siano simultanei…

Perciò, se oggi un leader vuole essere efficace, deve necessariamente diminuire l’utilizzo del controllo e servirsi sempre di più del sentimento della fiducia. Come scrive Charlene Li: il principale indicatore di successo di un leader attuale è la “mentalità aperta: la capacità dei leader di rinunciare al controllo nel momento giusto, nel posto giusto e nella giusta quantità” […]

per comprendere come funzionerà, pensate alla relazione più soddisfacente che avete nella vita personale. Siete padroni di quella relazione? Siete voi a dettare i termini e vi aspettate che quella persona vi segua ciecamente? Oppure continuate a investire tempo e fatica, malgrado le tante difficoltà, per far crescere quella relazione?

Rinunciare al controllo non significa abdicare all’utilizzo di qualsiasi tipo di regola, declinare ogni responsabilità e vivere in un’anarchia diffusa. Perché la leadership sia efficace, è necessario che tutta l’organizzazione sia preparata ad affrontare l’introduzione di maggior fiducia nelle relazioni aziendali. E per ottenere ciò, bisogna partire dal rivedere i processi di selezione e gli strumenti di valutazione, formare i manager attuali ai nuovi paradigmi (e all’utilizzo delle tecnologie), creare una comunicazione interna coerente con l’indirizzo di apertura che l’azienda vuole adottare.

Dott.sssa Marta Trevisan

Fonti:

Charlene Li, Open leadership, dirigere con successo nell’era dei social network, 2011, Rizzoli Etas

http://www.generationmover.com/

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